L’ancoraggio minaccia il delicato ecosistema marino del Parco naturale Punta Grossa

Soprattutto durante i mesi estivi, l’area è fortemente interessata dall’ancoraggio delle imbarcazioni. Le ancore e le catene di ancoraggio causano danni meccanici alle praterie marine sul fondale, lasciando solchi e aree spoglie che si rigenerano molto lentamente. Dopo lo sradicamento dell’apparato radicale, le praterie marine possono impiegare da 10 a 25 mesi per rigenerarsi.

L’ancoraggio influisce anche sulle nacchere. I loro gusci rappresentano un importante habitat per numerosi invertebrati marini, oltre a costituire rifugi e aree di riproduzione per diverse specie di pesci. I danni meccanici quindi non colpiscono soltanto i singoli organismi, ma riducono anche la resilienza a lungo termine dell’intero ecosistema marino.

Per preservare il mondo sottomarino del Parco naturale Punta Grossa sono fondamentali un comportamento responsabile in mare, il rispetto dei regimi di tutela e la limitazione dell’ancoraggio nelle aree più sensibili.

Video sull'impatto dell'ancoraggio sull'ecosistema marino del Parco naturale Punta Grossa.

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